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ST-35 e CCCP K40Y-9 PIO

Non sono stato mai un amante delle caratteristiche dei carta e olio e il fatto di essere rimasto “avvinghiato” alle mie convinzioni personali mi ha sempre fatto propendere per dei polipropilene di buona qualità (AuriCaps, etc…).
I K40Y-9 sono condensatori PIO realizzati per uso militare nella vecchia unione sovietica. La qualità di realizzazione è piuttosto alta, il conduttore è un foglio di alluminio mentre il dielettrico è in carta saturata d'olio e vetro, il tutto sigillato in un contenitore metallico.
Questi condensatori non hanno il suono scuro e rilassato che molti appassionati associano ai carta e olio, ok direte... ma come suona l'ST-35 ora con questi condensatori? Bene... tutte le sue caratteristiche intrinseche vengono mantenute, il suo midrange fantastico è ancora lì, più trasparente e presente che mai, energico, coinvolgente e ricco di armoniche, la risoluzione dei dettagli è più alta e “l’aria" in cima è più bella di quella ho mai ottenuto dagli AuriCaps. Anche la ricostruzione spaziale ne ha tratto giovamento, sono musicali e suonano molto più naturali rispetto al riferimento, dove questi ultimi, passatemi il termine, a confronto sembrano essere più “magri”.
Il mio ST-35 ora quando la registrazione lo consente, riesce a farmi rabbrividire ed eccitare allo stesso tempo come un bambino. Non sono un recensore e trovo difficile rendere l'idea di quanto avviene, ma quando siedi per ascoltare.... i diffusori scompaiono, dimentichi l'impianto e vieni rapito dalla musica. La ricostruzione tridimensionale e la trasparenza della scena acustica ti trasportano a pochi metri dall'esecutore e li dimentichi tutto ... solo tu e la musica.
L’unica riserva che ho su questi K40Y-9 è il basso. I polipropilene sembrano avere un estensione e un impatto migliore su questo lato dello spettro, mettete su qualche CD con una batteria ben registrata e ve ne accorgerete subito. Il basso seppur presente sembra leggermente più timido rispetto a quello dei polipropilene, le distanze sono piccole ma tuttavia apprezzabili.
Nel complesso, L'ST-35 mi piace molto più di prima, tanto che ho deciso di mantenerli in pianta stabile cercando di compensarne le “carenze” con un po di tube rolling lato preamplificatore. Con tubi più generosi lato basse frequenze infatti (Sylvania) sono riuscito a raggiungere quanto descritto durante la prova.
Non ho molto altro da dire in merito, chi avesse in mente di provarli, faccia attenzione al poco spazio a disposizione sul circuito stampato dell’ST-35 che unito alla conducibilità del contenitore metallico potrebbe creare qualche difficoltà, fate attenzione quindi, il contenitore metallico non deve toccare nulla attorno a se e lasciateli rodare per circa 200 con “The Fat of The Land” dei Prodigy magari? ;-).

Buoni Ascolti

Attrezzature usate per la prova:

Finale:
ST-35 con valvole di potenza russe 6P14P-EV / EL84M / 6BQ5 e con NOS Mullard 7247 (UK)
Preamplificatore:
Conrad Johnson PV-8
Linea: NOS 5751 GE, 5965 Sylvania Black Plates
Phono: NOS 12AX7 Sylvania, 5751 GE, 5965 Sylvania Black Plates
Giradischi:
Pro-Ject RPM 5.1 con testina Ortofon 2M Black e Pro-Ject Speebox S su base antirisonante Pro-Ject Ground It DeLuxe 2.
CD:
NAD C 516 BEE.
Cavi:
Pro-Ject Connect It RCA CC phono cable, cavi d'interconnessione Van den Hul THE FIRST Ultimate, Transparent Music Link Super, Cavi di potenza VAN DEN HUL CS 122 HYBRID.
Diffusori:
Aliante Moda PF, impedenza 8 ohms (min. 6,5) 88dB per 1 watt (2.83V) / 1m posizionati su stand Sonus Faber.
Ambiente: mediamente assorbente di 20mq.