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Dynakit ST-70 PC-3 - info

La Dynaco non ha mai fornito il layout e le parti della loro scheda di pilotaggio PC-3 per lo Stereo 70 e non ha mai neanche fornito l’elenco dei componenti che si trovano sulla scheda di pilotaggio dell’amplificatore. DynaKit Friends vi mette a disposizione il layout e le parti della scheda originale.
Nell’elenco componenti troverete diverse possibilità di scelta per condensatori e resistenze, la prima voce indicata è secondo noi la miglior scelta per conservare le caratteristiche sonore del progetto originale.


Elenco Componenti + PC3


ST-70 PC-3

Lo Stereo 70 usa un circuito molto semplice basato su quello del suo famoso predecessore il Mark III. Un pentodo amplificatore in tensione direttamente accoppiato catodicamente a un invertitore di fase. La compensazione in alta frequenza è gestita da un “feedback” capacitivo che corregge lo squilibrio inerente a questo tipo di invertitore di fase. L’invertitore pilota i tubi d’uscita che operano con bias fisso.
Il collegamento dei tubi d’uscita include una piccola percentuale di carico sullo schermo che migliora la regolazione dello stadio e lo rende comparativamente acritico all’impedenza di carico. Nelle foto in alto c’è un esempio del circuito di pilotaggio originale del Dynakit Stereo 70. I condensatori di accoppiamento che in genere possono trovarsi su queste schede se originali, sono di fabbricazione Cornell Dubilier ed usano un dielettrico doppio composto da film (Mylar) e carta (Kraft). Questo genere di condensatori vennero adottati successivamente nei Dynakits, nelle prime versioni prodotte (foto qui sopra), venivano impiegati condensatori della Pyramid Imp in Carta e Olio (impregnata e metallizzata) molto simili a quelli oggi tanto ricercata dagli audiofili. Tutte e due le tipologie “hanno un suono” che li caratterizza. Se volete approfondire l’argomento sul suono dei condensatori potete trovare qualcosa sull’argomento
qui. E’ molto importante che, qualunque sia la tipologia di condensatore implementata, i condensatori di accoppiamento siano una coppia selezionata dello stesso valore e che non vadano in perdita quando inseriti nel circuito di alta tensione. Anche una piccola perdita nei condensatori di accoppiamento potrebbe spostare la polarizzazione di griglia delle finali verso valori di tensione positivi (distruttivi per le valvole finali). I condensatori rettangolari che vedete in fotografia (quelli con i pallini) sono in mica argentata e sono generalmente molto affidabili.



I CONDENSATORI ORIGINALI DEGLI APPARECCHI DYNACO - DYNAKIT


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Alcune immagini della sequenza del restauro qui:

Cenni Generali:
Alcuni condensatori non-elettrolitici come quelli ad esempio implementati negli apparecchi Dynaco-Dynakit, hanno una piccola striscia impressionata su un lato del contenitore. Questo tipo di condensatori sono realizzati interponendo una striscia lunga e sottile di materiale isolante tra due strisce di lamina di metallo. Le due strisce di pellicola diventano le armature del condensatore e il materiale isolante è il dielettrico. Questa lunga striscia viene quindi avvolta in una forma cilindrica, i piedini sono fissati ai due fogli e l'intero assemblaggio è poi incapsulato in un certo tipo di materiale progettato per mantenere l'umidità del condensatore e per mantenerlo meccanicamente stabile. 
Poiché il condensatore viene avvolto in una forma cilindrica, uno dei lati lamina è all'esterno e l'altro è all'interno. Il collegamento del terminale alla lamina esterna viene contrassegnato da una banda per indicare la posizione della lamina esterna.

Perché la lamina esterna viene contrassegnata?

Perché il costruttore si prende la briga di contrassegnare la lamina esterna con una banda sul contenitore? Non sono solo i condensatori elettrolitici gli unici a possedere una polarità? Sebbene sia vero che un condensatore non elettrolitico non ha una polarità, è saggio contrassegnare la lamina esterna perché può essere utilizzata come uno schermo che si contrappone al campo elettrico di accoppiamento interno del condensatore. Al fine di sfruttare le proprietà di schermatura della lamina esterna, il condensatore deve essere collegato nel circuito seguendo un particolare orientamento. 

Come collegare la lamina esterna?

Il modo corretto per collegare la lamina esterna è connetterla al lato a bassa impedenza del circuito, che, nel caso di condensatori di accoppiamento, sarà normalmente l'Anodo (o Placca) dello stadio precedente. Se si tratta di un condensatore di bypass dal segnale a B+, collegare la lamina esterna a B+. 
La lamina esterna fungerà da scudo contrapponendosi al campo elettrico di accoppiamento del condensatore, in modo da avere il percorso di ritorno a impedenza più bassa verso massa.

Per segnali AC, il ramo di alimentazione è effettivamente a potenziale di massa, proprio com'è realmente il ramo di massa. Ecco perché questo lo rende un buon punto da usare come schermatura di massa. Questo concetto a volte è difficile da capire, ma se si pensa a come funziona un condensatore, rimarrà tutto più chiaro. 
Un condensatore ha una reattanza capacitiva che viene calcolata come segue:

formula


dove: 

Xc è la reattanza capacitiva f è la frequenza del segnale che passa attraverso il condensatore C è la capacità del condensatore.

Come si può vedere dalla equazione qui sopra, il termine frequenza è a denominatore, così quando la frequenza aumenta, la reattanza capacitiva diminuisce. 
Siccome reattanza è effettivamente una misura della "Resistenza AC" del condensatore, questo esibirà una resistenza molto bassa alle alte frequenze, mentre verrà visto come un circuito aperto per la continua e le frequenze basse abbastanza da rendere la reattanza capacitiva significativa. 
Ciò significa che i grandi condensatori elettrolitici di bypass negli alimentatori sono effettivamente dei "corto circuiti" per i segnali AC sopra una certa frequenza (molto bassa). 
Per tutte le applicazioni pratiche di schermatura, collegare la lamina esterna al ramo di alimentazione è come collegarla a massa. 
Come nota conclusiva, i condensatori elettrolitici hanno una resistenza interna che tende ad aumentare con la frequenza, che può rendere il condensatore meno ideale come bypass alle frequenze più elevate. Per questo motivo, a volte è meglio bypassare gli elettrolitici con un piccolo (come valore) condensatore al Mylar o di altro tipo.

E se il condensatore non ha la lamina esterna contrassegnata?

Il segno della lamina esterna era molto comune nell'elettronica dei "Gloriosi Vecchi Tempi", ma, purtroppo, la maggior parte dei produttori di condensatori d'oggi non si preoccupa di contrassegnare la lamina esterna e quindi siamo abbandonati a noi stessi. 
Se il condensatore non ha l'estremità contrassegnata, la connessione della lamina esterna potrebbe essere su qualunque delle due estremità e non c'è un metodo visivo semplice per distinguerla e determinare il miglior orientamento del condensatore. Tuttavia, se si ha accesso a un oscilloscopio, si può fare un semplice test per determinare quale è il terminale della lamina esterna. Questa è la procedura:
Impostare la portata fino alla scala verticale più sensibile (preferibilmente 20mV o meno) e collegare la sonda ai capi del condensatore (massa da un lato, probe dall'altro). Afferrare il condensatore, stringerlo con le dita e osservare l'ampiezza del segnale a 50 Hz AC indotto (o 60 Hz se si è dall'altra parte dell'oceano). Tenendo ancora stretto il condensatore, invertite i contatti della sonda dell'oscilloscopio e dovrebbe visualizzarsi una differenza notevole di ampiezza del segnale indotto AC. 
L'orientamento con il segnale indotto più basso è quello che cerchiamo e il cavo di massa dell'oscilloscopio in quella posizione è collegato alla lamina esterna. Contrassegnatela e collegate quel lato del condensatore al punto del circuito ad impedenza più bassa, tipicamente la placca del segnale di pilotaggio quando usato come condensatore di accoppiamento o a terra se usato in una posizione di shunt. Se non riuscite a vedere un segnale indotto AC abbastanza grande tenendo premuto il condensatore tra le dita, posizionate il condensatore sopra un cavo di alimentazione AC invece di tenerlo tra le dita (che è collegato alla presa di corrente a muro, ovviamente!) e si vedrà un segnale più grande sulla portata dell'oscilloscopio. 
Se siete nuovi a queste cose, iniziate con un condensatore da 0.022uF o giù di lì, in quanto è più facile vedere la differenza tra i due orientamenti. Il segnale indotto è inferiore a 50Hz con condensatori di valore maggiore, ed è più difficile vederlo sull'oscilloscopio.
Nel caso di alcuni particolari condensatori, come i ceramici a disco, i ceramici multistrato o i mica argentata, non c'è lamina esterna, perché il condensatore è costituito da un singolo strato o da strati sovrapposti di materiale dielettrico e conduttore . L'orientamento di questi condensatori non fa alcuna differenza. Inoltre, alcuni condensatori a film ad alto voltaggio (tipicamente valori da 1000VDC/450VAC o maggiori, come ad esempio gli Orange Drop 716P ad alto voltaggio) utilizzano una tecnica ad "avvolgimento-serie" che ha due sezioni separate, fianco a fianco, con uno strato comune "flottante" collegato, solitamente in fondo alla pila di strati. Questi condensatori non hanno nessuna schermatura intrinseca.


Il corretto orientamento dei condensatori renderà l'amplificatore molto meno sensibile al rumore esterno, all'uhm, a interferenze da lampade fluorescenti, alla tendenza a oscillazioni,  a picchi di risposta in frequenza e impasti sonori indesiderati causati da feedback di segnali vicini all'amplificatore che possono influenzare il tono dell'amplificatore. (è il motivo per cui alcune persone sostengono l'ampli suona diversamente se i condensatori sono orientati in senso opposto). 

Fonte: http://www.aikenamps.com/OutsideFoil.htm

Tiziano D. N.

Buoni Ascolti.